Lo senti nell’acqua, lo senti nella terra

Le viscere della nostra società si stanno agitando, ci sono piani che si affrettano, ci sono tentativi di fermare i cambiamenti ormai inarrestabili. C’è tutto un teatrino, enorme, pieno di burattini inconsapevoli di quale sia in realtà la loro parte nel plot, che sta diventando sempre più acceso, sempre più confusionario nel tentativo di distorcere la vera realtà, quella che ora vuole cercare di affiorare, quella che si è stancata di stare nascosta, quella che, come la terra in una famosa novella, ha deciso di scuotersi e liberarsi dei parassiti.

terra

La cosa che spesso mi avvicina allo scoppio è il vedere quanta gente ancora creda al teatrino, quanta gente viva in una realtà che è solo la versione scopiazzata, e male, di altri esperimenti, di altre strade che non sono il destino nostro, ora.

Guardare la società, un mondo che non ci rappresenta ma al quale siamo assuefatti, guardare la tecnologia, una tecnologia che era obsoleta 60 anni fa e che viene fatta passare per grande innovazione, guardare i soliti giochi che funzionavano 2-3000 anni fa e che non riconosciamo, sui quali inciampiamo e che ci tengono incatenati a una menzogna grande quanto la storia stessa che noi earthling pensiamo di possedere.

C’è una lotta in corso, tra due grossi animali, e quello che ha regnato nella pianura si sta dimenando per l’ultima volta cercando di liberarsi dalla morsa del nuovo, ripulito, refreshato re della savana.

E’ una lotta che deve attraversare la consapevolezza di tutti noi, che viene vinta grazie al cancellamento dei vecchi schemi, della routine, della società nella quale pensiamo di vivere, del mondo che pensiamo di meritarci. Sta in noi iniziare il cambiamento, con un piccolo mattoncino quotidiano, risvegliando il contatto con la natura, la comunicazione con noi stessi, con i segnali che ci diamo e che ci dà il mondo. Una consapevolezza che parte da noi come individui ma che ci porta ad essere, finalmente, una sola unica civiltà, perchè è quello che siamo e quello che siamo considerati.

Dobbiamo discostarci da questo teatrino del dividi et impera, da questa idea che ci meritiamo cose negative, dai sensi di colpa, dall’idea che la vita sia incatenarsi a una routine che ci porta via i 2/3 della giornata per sopravvivere, dall’idea che non esistano modi migliori, cure per noi e per il pianeta.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno esiste già, è già in nostro possesso, ci è stato forse nascosto finora, ma esiste sul pianeta ed esiste in noi.
Sta a noi, letteralmente, creare il mondo che vogliamo. Non ho usato letteralmente a caso, sta a noi crearlo, saremo noi a farlo.

Molti di noi ancora dormono, ma il mondo di domani sarà una cosa che farà sobbalzare gli svegli, non oso immaginare chi ha ancora preferito restare sordo e cieco perchè sperare in qualcosa di più gli è sempre sembrato una favola per bambini, anche quando i segnali li ha avuti tutti.