I Jedi di domani

Tutti possiamo notare il fermento per l’uscita di questa nuova trilogia di Star Wars: ogni pubblicità usa gag riguardanti la saga di Lucas, escono videogiochi, collezioni, action figures, maschere, canali dedicati e chi più ne ha più ne metta. Ma forse c’è una cosa di cui non si parla, cioè il rapporto tra il mondo di Star Wars e il mondo che definiamo “reale”.

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Sarò io maniaco, ma trovo difficile pensare che l’uscita di film importanti (e spesso anche non importanti) non abbia un significato al di là del botteghino o dell’appagamento di comunità di appassionati. Anzi se si indaga, si studia un pò, si ricerca, o semplicemente si pensa, penso non si possa non collegare l’uscita di film importanti, dalla larga portata, o addirittura lo spolvero di una vicenda come il confronto tra Impero e Ribelli, con un messaggio o un momento o un passaggio della vita umana, della nostra società.

Quando era uscito Jurassic World avevo trattato alcune tematiche legate all’exopolitica, alla storia del nostro pianeta e di come ci fosse un collegamento tra vari film con presenza di dinosauri. In questo caso penso che la cosa che sfugga sia che Star Wars, prima di una storia legata alle vicende degli Jedi, alle peripezie di Luke e di Anakin, sia soprattutto una storia riguardante il nostro collegamento con il mondo circostante.

La cosa su cui si basa la differenza tra Star Wars e gli altri film/universi/saghe non è l’accuratezza di una miriade di cose riguardanti la fantascienza (senza aprire discorsi sull’exopolitica), ma il fatto che esistano questi esseri misteriosi e potenti, questi cavalieri futuristici che vivono al margine della società, che evitano di invischiarsi in faccende politiche (con più o meno successo) e che si occupano di mantenere l’universo in uno stato di bilancio. Scavando un attimino più a fondo, c’è una cosa che rende la presenza degli Jedi (e di conseguenza dei Sith) possibile: la Forza. La Forza è il vero elemento caratterizzante di questa saga: sì le uniformi, sì le spade laser, sì il Millennium Falcon, ma è la Forza che fa la differenza tra Star Wars e gli altri universi fantascientifici.

jedi1Ed è anche ciò che ne sancisce il successo, per quel che mi riguarda. L’intera vicenda di Star Wars, nei 6 episodi già presenti e, per quel che si vede dai trailer, in quello che uscirà a dicembre, si basa su un percorso sociale di consapevolezza di cosa sia la Forza. Cerco di essere più esaustivo: prima degli episodi 1-2-3 la “religione” a cui sono dediti gli Jedi è considerata antica ma è abbastanza conosciuta; è praticata magari da una minoranza di persone, Jedi e apprendisti appunto, ma è rispettata. Passando a 4-5-6, la Forza è vista come una cultura antica per cui viene addirittura ridicolizzato Darth Vader: la Forza è presente ma è come dimenticata, cimelio di una cultura perduta, soppiantata da un mondo più materialista. Con la morte di Yoda, Obi Wan e Darth Vader, gli unici a conoscere qualcosa della Forza sono Luke, Leia e chi ha assistito alle loro gesta.

In episodio 7 pare che questa Forza sia totalmente dimenticata, quasi una leggenda, poco più di una favola: ma qualcuno inizia a sentire qualcosa, e non sa cosa sia. La Forza ha continuato a scorrere in attesa di essere nuovamente percepita: e non è un caso che si tratti di un ragazzo di colore, stormtrooper tra l’altro, che rappresenta il lato nascosto di ogni persona, a captare la sua presenza.

Perchè la Forza dovrebbe risvegliarsi proprio ora? Semplice, è ciò che sta accadendo a noi nella realtà: perchè c’è la “moda” di diventare vegetariani, di fare yoga o meditazione, c’è un aumento della sensibilità verso gli animali e la natura? Perchè iniziamo a rientrare in contatto con questa energia che ci lega tutti, che è sempre stata e la cui percezione avevamo smarrita, fuorviati da religioni, economie, guerre, intrighi, lavaggi del cervello sociali di massa.

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L’uomo del futuro sarà uno Jedi? In un certo senso: ma non lo Jedi tormentato che si venera in Anakin o in Luke. Uno Jedi, spero, come viene insegnato da Yoda nell’episodio 5: un essere equilibrato che cerca di mantenere l’equilibrio, che è in contatto con tutto ciò che gli sta attorno (“ You must feel the Force around you; here, between you, me, the tree, the rock, everywhere, yes.”). Questa consapevolezza rende possibile a uno Jedi l’impossibile, come lo renderebbe/renderà a noi tutti (“You must unlearn what you have learned”).

Naturalmente si potrebbe aprire tutto un altro discorso sui messaggi circa la nostra società, le nostre guerre, l’exopolitica, i Sith: ma penso sia più costruttivo parlare della Forza, cedere a questo richiamo che sempre più di noi inizia a sentire venire da dentro, accedere nuovamente alla consapevolezza che abbiamo dimenticata e ricordarci di che esseri perfetti siamo.

“Luminous beings are we, not this crude matter.”

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