Ti trova la musica

Coelho, e non solo lui, mi hanno portato a cercare segnali e significati in ciò che mi accade, anche nei particolari..anzi soprattutto in essi.

Così, quando sono in macchina nel mio tragitto giornaliero per e da Aviano, cerco di decifrare le canzoni che ascolto, e a volte mi spavento molto, in altri casi ci rifletto e le ascolto più e più volte per farle entrare in circolo, altri giorni invece le skippo, cerco di ignorarle, non voglio ascoltare ciò che dicono.

Ma molto raramente una canzone rimane incastrata a farmi da sottofondo per tutto il giorno, o giorni interi, figurati settimane.
Pensare di avere una colonna sonora che incornici la tua vita, o inquadrature e stacchi cinematografici, una narrazione magari, ti fa superare molte cose con più leggerezza e in molti altri casi te le mostra in maniera più chiara; quasi sempre le rende divertenti.

Ma, come dicevo, raramente mi rimane una canzone in testa per molto tempo, quasi mai ne rimango tormentato.
Ed è successo due volte nell’ultimo mese.

Tre settimane fa circa è accaduto con Riptide: ma poteva capitare una canzone più vicina a ciò che stavo per affrontare?
Già dall’inizio si vede che Vance, o il destino, ne sapevano una più di me.
“I was scared of dentists and the dark” – certo, chi non ha paura di queste cose. Però salta nella mia vita proprio la settimana prima del giorno dell’apparecchio?
Che poi appena sentita questa canzone, sì era carina, ma non era questa cosa memorabile. Il titolo mi ricordava Reptilia, ecco qual era stata la prima impressione.
“I was scared of pretty girls and starting conversations” – altro punto facile.
“All my friends are turning green” – kek, come direbbe il vecchio Pin – “You’re the magician’s assistant in their dreams” – tipo, proprio quando parte la sfida a trucchi di carte con il giovane Fil?
Che poi, questo è per trovarci un segnale, ma la realtà è che la canzone aveva deciso di prendere possesso della mia giornata e di venir ripetuta, strofa dopo strofa, i riferimenti al cinema, il video con le parole sbagliate..di continuo per, non so, dieci giorni!

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Poi pian piano ha iniziato ad allontanarsi, la situazione tornava normale, ma quasi con dispiacere, come quando inizi a guarire da qualcosa a cui ti eri abituato, dai pensieri e ricordi a cui era legata quella canzone.

Ma come se non fosse abbastanza insolita la situazione di Riptide, almeno per me, ora è entrata in circolo un’altra melodia. Questa volta però è meno conosciuta e mi si è presentata da una fonte diversa.
Ma proprio Teemo doveva esserne il traghettatore?

Si tratta di una canzone composta da un tale Elyon (e via di riferimenti biblici) insieme a White Rain intitolata Magic. E il titolo è davvero azzeccato.

Questa musica ha qualcosa che mi fa sobbalzare dentro, un pò come Runaway degli Yeahyeahyeahs, ma in maniera dolce, non tormentata, non triste, in una maniera malinconica ma delicata, come se viaggiassi effettivamente in una jungla esotica, mistica, con una gravità alterata. Come se mi muovessi a mò d’astronauta, saltellando come il Teemo del video in cui l’ho sentita la prima volta.

E ora i tocchi di quel pianoforte continuano ad alternarsi, e il mio cuore a saltellare, e la mia colonna sonora è dolce, incalzante, d’un blu tra l’elettrico e il notturno, un colore saturo che a volte lascia spazio a un verde chiaro e richiama gemme di luce sospese al centro di un fiore sproporzionato.

Sto bene, sono in subbuglio quando sento questa musica, ma sto bene e mi sento coccolato, sento vicinanza, delicatezza, un’agitazione dolce, come quel vuoto d’aria sotto lo sterno, un mezzo nodo alla gola prima di un evento desiderato, la promessa della serenità dopo un viaggio magico.

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