Una bella giornata

Oggi è stata una bella giornata e mi va di raccontarla.

E’ iniziata come la maggior parte dei miei giorni in questo periodo: mi sveglio verso le 9, guardo dalla finestra se c’è il sole, vado in bagno, torno a dormire e attendo la sveglia delle 10:15. Alle 10:15 mi prendo un altro quarto d’ora per cercare di aggrappare i frammenti dei sogni che ho interrotto per spegnere la suoneria. Mi alzo, mi guardo allo specchio e mi vesto al volo prima di catapultarmi giù dalle scale, prendendo in giro il giovane Roy che schiamazza geloso delle chiacchiere tra me e la Gio.

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Come spesso succede nei giorni di pioggia, il momento in cui mi sveglio è l’unico momento in cui il sole finge di voler spuntare e mi permette di portare il cane a spasso. La passeggiata appena sveglio mi aiuta ad attivarmi, mi permette di annusare la fresca aria dei tanti prati, cespugli e alberi di Porcia, mi concede il lusso di stare da solo con i miei pensieri, le mie speranze, i discorsi e le conversazioni che non avrò la confidenza di intrattenere.

Ma terminata la camminata, fatta anche di giocose indagini e scommesse, una pulsione che non sentivo da tanto, o forse da sempre, mi ha spinto in garage. Ho avuto una strana voglia di prendermi cura del mio corpo, di trovare la panca e fare un po’ di pesi, come fosse sempre stato nella mia routine, come se le fibre che mi compongono mi chiedessero di esercitarsi. E mentre lo facevo la sensazione era proprio quella di dimostrarmi dell’amore, di prendermi cura di me, come ho scritto prima.

Il pomeriggio del Martedì ho un po’ più di tempo del solito, dovendo lasciare casa solo dopo le 4. Così ho acceso il pc, la testa ricolma di piani, e un’altra sensazione ha iniziato a prender piede, la voglia di qualcosa di nuovo, di una storia da vivere che nelle offerte di Steam non era presente. E quando questa cosa mi prende mi domando spesso se io non scambi la voglia di una nuova avventura con le storie virtuali di Ethan Carter e simili.

Di nuovo ho deciso di dedicarmi a me, dopo un altro po’ di esercizio fisico e di respirazione, sono corso in cucina accompagnato dal giovane segugio per prepararmi una merenda più curata del solito frutto in macchina. Mi sono seduto, una tazza di tè, dei biscotti condivisi con il mio amico, un’occhiata fuori dalla finestra.

Con il temporale che borbottava le sue antiche frasi, Roy era abbastanza teso; a differenza del solito correre avanti e indietro, ha accettato il mio invito a buttarsi sul tappeto e farci le coccole a vicenda. E’ stato un momento intimo come raramente mi è successo con lui, che non regge più di 2 minuti nello stesso posto, che al primo rumore scatta verso la finestra inveendo contro uccellini, aerei e, suo mortale nemico, il postino. Oggi Roy aveva voglia di starmi accanto, di farsi abbracciare, di abbandonarsi dolcemente contro la mia pancia..ed è stato bellissimo.

Ma la giornata non aveva ancora finito di stupirmi, in quanto apparentemente i ragazzi in palestra oggi avevano voglia di ascoltarmi e provare a imparare, erano molto più costruttivi e concentrati. Mi hanno mostrato quello che avevo visto durante l’anno in un paio di occasioni, la possibilità effettivamente di farli girare, di costruire qualcosa.

Evento subito successivo, la partitella interna con i miei compagni di squadra. Una partitella lunga, stancante, ma in cui per una volta ho sentito il mio corpo bene, attivo, sveglio, come probabilmente non mi è mai successo negli ultimi 5-6 anni o più. E’ stato come se il mio corpo volesse ridarmi indietro un po’ del sentimento che avevo deciso di investire in lui oggi. Poco importa dei dolori del dopo, perché essere stanchi o acciaccati non è pesante se lo si è per esser stati bene.

temporale

La strada, che mi mostrava una stupenda tendina di fulmini in lontananza, quasi fossero stati finti o programmati, mi ha portato poi alla doppia sorpresa casalinga. In primis ho trovato in cucina un bel piatto di lenticchie, che ho scoperto di amare, proprio in una settimana in cui ero preoccupato di non assumere abbastanza proteine. In secundis Sky ha deciso di deliziare me e mio fratello con un film che ci piace sempre vedere, Manuale d’Amore, specialmente la parte di Verdone, che ha concluso la nostra serata.

Perché racconto tutto questo? Non penso ci sia un motivo particolare o costruttivo. Avevo solo bisogno di raccontare e raccontarmi una giornata che mi ha reso felice. Non ci sono state cose eclatanti, non sono accadute le cose di cui avevo sognato appena sveglio, i castelli e i film non hanno preso forma fisica, ma oggi mi ha mostrato che tante piccole cose, la cura di me stesso, una gentilezza in più verso il cane, una corsa extra, mi hanno reso molto più felice e senza crearmi ansia da aspettative, senza dovermi far pensare a come rendere la giornata grande, a come fare progetti a lungo termine, a come costruire qualcosa per domani, un piano, una scaletta. Oggi è stata bella perché sono stato felice delle cose quotidiane ed è una cosa che non sono sicuro di aver provato prima con l’intensità di oggi.

Girl drawing smiley face on to a wall

Domani sarà così? Non lo so, non ci penso neanche. Sono contento che sia stato così oggi, sono lieto di aver trovato la felicità in una giornata ordinaria. In generale, senza troppi fronzoli, stasera sono felice e basta.

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